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Risposte alla povertà educativa e economica

In occasione della Giornata Europea delle Fondazioni, che ACRI ha voluto dedicare al tema della povertà educativa, e in concomitanza con la settimana di Sostiene Milano - Risposte alla Povertà organizzata dal 7 al 14 ottobre dal Comune di Milano, Fondazione Cariplo si inserisce, con numerose iniziative come Un anno di energia (vedi allegato) che si terrà il 12 ottobre presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ma non solo: un piano triennale da 25 milioni di euro per progetti di sostegno alle famiglie, ai bambini e agli anziani, e un incontro dal titolo "Ai margini. Povertà educativa e periferie". L'evento, organizzato da Fondazione Corriere della Sera e Fondazione Cariplo, si terrà in Sala Buzzati (via Balzan 3), venerdì 13 ottobre, alle ore 18.00.
Evento a ingresso gratuito con registrazione a rsvp@fondazionecorriere.it

Intervengono:

  • Piergaetano Marchetti, presidente Fondazione Corriere della Sera 
  • Giuseppe Guzzetti, presidente Fondazione Cariplo 
  • Marco Balzano, scrittore e insegnante
  • David Benassi, docente di sociologia economica Università Milano Bicocca
  • in collegamento video Cesare Moreno, presidente dell'associazione Maestri di Strada
  • Cristina Palmieri, docente di pedagogia dell'inclusione sociale Università Milano Bicocca

Coordina Elisabetta Soglio, responsabile Buone Notizie. L’impresa del Bene

Il quadro sociale 

In Italia più di un milione di minori vive in condizioni di povertà assoluta. Alle privazioni economiche e materiali si sommano quelle più difficili da rilevare e spesso sottovalutate, che riguardano la possibilità di sviluppare le proprie competenze cognitive, ossia la “povertà educativa”. Con questo termine si indica l’impossibilità per i minori di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni. Indagini svolte mostrano dati inequivocabili: in Italia le percentuali di ragazzi che non raggiungono le competenze minime in matematica e lettura sono rispettivamente il 36% e il 29% fra quelli che vivono in famiglie con un basso livello socio-economico e culturale, mentre scende al 10% e al 7% tra gli adolescenti che vivono in famiglie con un alto livello socio-economico e culturale. Divari simili si osservano anche in relazione ad altri aspetti indispensabili per la formazione degli individui, come le attività sportive o quelle ricreative e culturali.

Ma la povertà educativa ha effetti anche su altre dimensioni: si manifesta infatti non solo con un inadeguato sviluppo delle competenze cognitive, che pure sono fondamentali per crescere e vivere nella società contemporanea, ma ha anche un impatto significativo sullo sviluppo delle competenze cosiddette ‘non-cognitive’, quali le capacità emotive, di relazione con gli altri, di scoperta di se stessi e del mondo.

Se l’Italia non saprà rimediare a questa situazione, rischia che si verifichino effetti di lungo periodo destinati ad aggravare un quadro sociale già difficile. Infatti, poiché la presenza di condizioni di povertà educativa è fortemente correlata alla situazione socioeconomica familiare, in assenza di politiche adeguate corriamo il pericolo che tali privazioni economiche e culturali si trasmettano di generazione in generazione, innescando un circolo vizioso delle povertà, perché i bambini che nascono in situazioni svantaggiate e ai quali vengono negate le opportunità di apprendere e condurre una vita autonoma ed attiva, rischiano di diventare gli esclusi di domani.

 

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